martedì 13 giugno 2006

Ore 3.33
10/06/2006


Mamma mia, mamma mia, mamma mia.
I-N-C-R-E-D-I-B-I-L-E.
Domani racconterò tutto.

Ore 13.20
09/06/2006


Non è stata proprio una passeggiata - anche perchè, in giro per la città questo Mimed Festival 2006 non è pubblicizzato per niente - ma alla fine l'ho trovato. E' anche una cosa abbastanza in grande, a quanto vedo. Ovviamente è tutto chiuso e mentre i tecnici montano transenne e quant'altro, c'è un ragazzo in maglietta azzurra e occhiali fighissimi che si diverte a vedere le loro facce mentre chiede: "scusate, sapete i polar quando arrivano?"



Per il resto, nelle ultime ore ho fatto vita da barbone, vagando per la città e dormendo prima su una panchina (la stessa dalla quale ho fatto il resoconto di cui  sopra) e poi direttamente su un prato, dietro le transenne dove stanno facendo in questo momento la prova microfoni



"Ah ah ah ah, eh eh eh eh...sì sì...ah ah eh eh ehola ya eyà...ehola ehola sì...ye"


Mi sono pure preso due paninozzi da Mercadona (ma uno lo lascio per la cena...o almeno per merenda) insomma, non posso proprio volere nulla di meglio dalla vita.



I tecnici mi guardano sempre peggio...mò che starà a fa quel cretino col computer??



Mmm...forse è meglio studiare un po', visto che ho tempo...



(ehhh ehhh....eehhhyà...ohohoh...)

Ore 7.54
09/06/2006


No, non sono morto nè svenuto.



Nel preciso momento in cui mi accingevo a concludere quel mio primo resoconto ho alzato lo sguardo dal monitor e ho visto tre sagome decisamente familiari: Juan Carlos, Sisa e il piccolo Josè.



Sono venuti a salutarmi.


Dice Sisa che per un figlio l'avrebbe fatto.


Mi sono commosso.


Diciamo che non poteva esserci modo migliore per iniziare quest'avventura.



Ieri scrivevo che da Valencia, in qualunque maniera, sarei arrivato a Mislata. Mi sono informato, è più
semplice del previsto: c'è una metro. E quindi adesso me la sto prendendo comoda, seduto su una panchina in un parco al quale ho scattato una foto, così, giusto per metterla nel blog come prima tappa del viaggio.


 


 


 


 


 


Ho dormito poco, come temevo. Il cielo, appena arrivato, era nero e sembrava impossibile che sarebbe potuto migliorare. E invece sta già uscendo un bel sole. Se non fosse che ho un cagotto che mi sta divorando direi che va tutto alla perfezione.

Ore 23.06
08/06/2006


Sono seduto alla stazione degli autobus di Granada. Il pullman con destinazione Valencia delle ore 23.30 non è ancora arrivato e ho deciso di tenere traccia in un file di testo di un po' di momenti di quello che si appresta ad essere di gran lunga uno dei migliori fine settimana della mia vita. Aspettative grandi quindi.



Vedremo se saranno realizzate.



Tutto ciò che so al momento è che questo pullman mi permetterà di essere a valencia alle 7 e 15 di domattina, 09/06. Da lì, in qualunque maniera, arriverò a Mislata, paese

lunedì 5 giugno 2006

Poco fa ho cancellato - senza bloccarli, perchè sono freddo ma non un bastardo - e poi sono sempre aperto al dialogo  - - due contatti di msn.


 


 - adesso che ci penso, una persona bloccata tra i miei contatti c'è e nel suo caso, sì, sono un bastardo, ma è proprio tutta un'altra storia -


 


Se proprio avete il terrore di essere voi i malcapitati, chiedetemelo quando mi trovate online - ovvero: sempre fino ad oggi, molto meno sempre da domani - e vi rassicurerò al riguardo. Oppure no.


 


E se volete sapere il perchè, semplicemente è giunta l'ora di collegare il cuore al cervello - o meglio il cervello al cuore - una volta per tutte.


Per l'ennesima volta.


 




 





Ma c'è qualcosa di peggio di un post inutile come questo, ed è che non ci sono note, frasi, citazioni musicali in tutto ciò. Le ho cercate e non le ho trovate, rassegnandomi a mettere su un EP degli Okkervil River giusto per fare l'abbinamento con il nome del blog.






Ma non può essere tutto qui, deve esserci, devo trovare qualcosa.



 


 




E se qualcuno di voi sta pensando ad "Ho perso le parole" può andare affanculo sulla X in alto a destra. 


 


 


 


 


* In preda all'isterismo, interrompo "Just give me time" e metto su "Mogwai fear Satan" dei sempre-adatti Mogwai *



 


Se non c'è un testo che possa accompagnare un topic inutile, che ci sia almeno MUSICA, perdio.


 


 


 


In questo momento sto pensando anche che probabilmente, a poco a poco, i miei contatti di msn cadranno come foglie secche, e dai 45 che sono al momento, si ridurranno a quella decina davvero importante. Ed in fondo mi sembra giusto così.


 


 


* Stasera gira strana. Avevo intenzione di parlare di tutt'altro e rilegare la comunicazione di servizio della prima riga in fondo al post. Ma tant'è. *


 




 





Mentre i Mogwai picchiano, con le loro chitarre e la batteria e quant'altro, e tutto mi sembrano fuorchè persone che abbiano paura, e tantomeno paura di Satana, penso che un po' di giorni fa avevo scritto un post  e poi, come troppe volte ho fatto, non ho premuto il pulsante "pubblica il post", bensì ho evidenziato tutto il testo e premuto Backspace.


 


Parole.




Sprecate.


 


Insomma avevo scritto questo post ed iniziava parlando del fatto che stessi ascoltando questa canzone, e che mi sarei potuto mettere a piangere da un momento all'altro per la sua bellezza, e tutto questo senza che fossi triste o chissà che, e anzi rendendomi pure perfettamente conto della pietà di una cosa del genere. Ma era semplicemente un dato di fatto. Punto.


 


In quel post dicevo - tra le altre cose - che stranamente ero felice.


Semplicemente.


 


Felice.


 


 


* In fondo, credo di esserlo anche adesso *


 


 


Avevo scritto anche che ho deciso di fare una pazzia - non che sia una novità di questi tempi. I Polar dal vivo sono sempre stati un mio sogno proibito e coglierò quella che probabilmente sarà l'unica occasione della mia misera vita per togliermi l'ennesimo sfizio.


Venerdì prossimo, a Valencia.


 


 


* Mentre scrivo questo, Mogwai fear Satan gira per la seconda volta, ma adesso devo trovare una conclusione che sia abbastanza degna *


 


 


Ho scritto tanto e non ho parlato di niente.


 


 


 


Non è la prima volta.


 


Non sarà l'ultima.


 









- pensieri in libertà stasera -


 





 


 


scritto tanto, parlato niente, scritto tanto, parlato niente, scritto niente, parlato tanto.


 


 


 


 


 


On air: Sigur Ròs -


 


 


 


Freddo.

giovedì 25 maggio 2006

Good times for a change...


 


 



 


Ebbene sì. Come la maggior parte di voi avrà immediatamente capito guardando l'illustrazione, pare proprio che abbia trovato dimora.


Iniziamo dagli aspetti pratici: non avrò connessione internet, quindi potete fare ciao ciao con la manina alle mie vaccate su msn. Non che sia un male (anzi...) e comunque manterrò i contatti con chi di dovere tramite il poco-funzionale-nonchè-odiosissimo web messenger connettendomi dall'università. Al limite non potrò stupirvi con le mie imitazioni sempre nuove e sorprendenti (chi l'avrebbe mai detto che un fraenk qualunque avrebbe segnato un gol decisivo in una finale di champions?) ma credo che nessuno ne sentirà particolarmente la mancanza...


Comunque sarò in casa con un altro ragazzo di Roma col quale sto seguendo un paio di corsi, ragazzo tranquillo, maestro nell'arte della copiatura e dell'inculare i prof ma alla fine tranquillo, quindi se qualcuno già si stava preoccupando che sarei finito a condividere la dimora con il primo vladimir luxuria che capitava, può stare tranquillo.






E visto che siamo in vena di pazzie ultimamente....



   OR    


 


=


 



 


 


 


 


 


For a minute there


I lost myself


I lost myself

lunedì 22 maggio 2006

Casiotone for me


E mai titolo fu più geniale







25/03/06


Oggi camminavo e pensavo che se dovessi morire ora tutto ciò che vorrei sarebbe che un vecchio cantante lirico argentino cantasse “Here” dei Pavement in un punto qualsiasi del mondo, dedicandomela nella sua mente, e tutto ciò per la semplice frase: “Everything is ending here” che è la frase più triste e bella che io abbia mai sentito in vita mia, almeno in questo momento in cui mi sento triste e non so nemmeno io perché.


E tutto ciò potrebbe non avere un vero senso, in fondo, ma in fondo nemmeno la mia vita potrebbe averlo quindi perché preoccuparsi.


So solo che Dio – quel folle giorno che mi ha pensato – mi ha pensato strano. E quando morirò, lì dove tutto finirà, la prima cosa che gli chiederò sarà la spiegazione di quel buco di tristezza che mi prese un pomeriggio di una quindicina di anni fa senza più lasciarmi.


E forse tutto sarà più chiaro.


 





E quindi adesso, ricercando una qualche forma di coerenza, copio-incollerò il testo di questa canzone - che manco a dirlo è fantastica e proviene da uno dei migliori album di sempre - ma in realtà non so nemmeno io cosa dica. Non è importante. Non leggetelo nemmeno.






i was dressed for success
but success it never comes
and i'm the only one who laughs
at your jokes when they are so bad
and your jokes are always bad
but they're not as bad as this

come join us in a prayer
we'll be waiting waiting where
everything's ending here

and all the sterile striking it defends
an empty dock you cast away
and rain upon your forehead
where the mist's for hire if it's just too clear
let's spend our last quarterstance randomly
go down to the outlet once again

painted portraits of minions & slaves
crotch mavens and one act plays
are they the only ones who laugh?
at the jokes when they are so bad
and the jokes they're always bad
but they're not as bad as this

come join us in a prayer
we'll be waiting waiting where
everything's ending here

and all the spanish candles unsold
away have gone to this
and a "run-on piece of mount on"
trembles, shivers, runs down the freeway
i guess she spent her last quarter randomly
i guess a guess is the best i'll do
last time last time
was the best time...
we spent randomly


 


 


C'è una persona che gira per il web. E' per colpa sua se oggi ascolto gli XIU XIU e li giudico positivamente e spesso, quando scrivo, mi trovo a citarlo inconsapevolmente.




Un po' di tempo fa scrisse: niente in questo momento della mia vita, centrale e perciò unica, può negarmi la consapevolezza e la fiera presa di posizione insita nel riconoscere di aver sprecato i miei 15 anni in amore e musica complessa, quando dovrei aver avuto relazioni a basso costo e heavy metal


 





C'ho pensato parecchio anch'io.


 



Ma penso anche che ormai sia troppo tardi, e che i Sigur Ròs siano entrati in circolo e stiano danzando allegramente con i Thee Silver Mt. Zion e i Piano Magic e che fermarli ora sarebbe stupido, e io non li fermerò, non mi fermerò, sempre dritto, una spada direbbe bubu, un treno che avanza in corsa contro quel muro.






Metto su i Vito, ancora una volta, e fanculo.


 




Fanculo voi che (*NON*) leggerete queste righe, e penserete che stia solo parlando di musica.





Fanculo.











Ma la domanda del giorno è: Perchè scrivere cose che nessuno capisce su di un blog che nessuno legge?




 


 


 


 




Fraenk, love and post-rock