giovedì 13 luglio 2006

Questo blog è solidale con Federico "bubu" Orsini, il quale doveva discutere la propria tesi oggi stesso ed invece tutto è stato rimandato a data da destinarsi per via di un'incomprensione con la professoressa.



Cose che capitano, evidentemente, anche se a noi poveri mortali sembrano semplicemente cose assurde.




Di contro, oggi dovrebbero laurearsi mio cuggggino e Giovanni Draghi (storico visitatore del blog che una volta lasciò addirittura un commento). Speriamo ce l'abbiano fatta, a questo punto. Complimenti.

lunedì 10 luglio 2006

Notti magiche


 


Come richiesto dall'immenso Emmesurio:



Forse non sarà una canzone
a cambiare le regole del gioco
ma voglio viverla così quest'avventura
senza frontiere e con il cuore in gola.
E il mondo in una giostra di colori
e il vento accarezza le bandiere
arriva il brivido e ti trascina via
e sciogli in un abbraccio la follia.
Notti magiche
inseguendo un goal
sotto il cielo
di un'estate italiana
e negli occhi tuoi
voglia di vincere
un'estate
un'avventura in più!
Quel sogno che comincia da bambino
e che ti porta sempre più lontano
non è una favole e dagli spogliatoi
escono i ragazzi e siamo noi.
Notti magiche
inseguendo un goal
sotto il cielo
di un'estate italiana
e negli occhi tuoi
voglia di vincere
un'estate
un'avventura in più.
Notti magiche
inseguendo un goal
sotto il cielo
di un'estate italiana
e negli occhi tuoi
voglia di vincere
un'estate
un'avventura in più!
Un'avventura in più!
Un'avventura... goal!


 


 


CAMPIONI DEL MONDO


CAMPIONI DEL MONDO


CAMPIONI DEL MONDO


 





domenica 9 luglio 2006

I'm so sick of goodbyes


 


if I could just keep my stupid mind together
then my thoughts would cross the land for you to see
no one sees you on a vampire planet
no one sees you like I do



seconds click in which I'm changed to dust
withered roots of knots and hairy rust
no one sees you on a vampire planet
no one sees you like I do



I'm so sick
of goodbyes, goodbyes
I'm so sick
of goodbyes, goodbyes
goodbyes



the night comes crawling in
on all fours
sucking up my dreams
through the floor



I'm so sick
I'm so sick
of goodbyes



I'm so sick
of goodbyes, goodbyes
I'm so sick
of goodbyes, goodbyes
I'm so sick, so sick, so sick
of goodbyes, goodbyes
so, I'm so sick


 


 


 


 


Se n'è appena andata una delle persone a suo modo migliori che abbia conosciuto in questo erasmus.


David, il folle svedese coi rasta.


 



“Non mi piacciono i saluti perciò andate a fanculo e hasta luego”


 


 


Non so se lo rivedrò mai. Probabilmente no, ma non si può mai sapere.


 


Le cose belle finiscono, ed è giusto così, anche se dispiace. Ma se non si provasse un po' di dolore alla fine di qualcosa - qualunque cosa - probabilmente non varrebbe la pena di averla vissuta.


 



Alcuni giorni fa abbiamo fatto un barbecue all'albaizin, così, per salutarci un po' tutti, anche se ci si rivedrà altre volte prima di partire del tutto. Ridere, bere e scherzare non è mai facile quando girano fogli di carta, qualcuno ha una penna?, dammi il tuo numero - quello italiano intendo! -, no msn non ce l'ho ma giuro che lo metto, dai poi vi mando un'e-mail con tutti i contatti, forza tutti qui a scattare l'ultima foto, oh, poi inviamela, mi raccomando, tu me l'hai firmata la bandiera?, ma sì, tanto poi, alla fine


ci rivedremo eh...


 


 


E tutto ciò era dannatamente bello.


Triste, sì, decisamente.


 


Ma bello.


 


It's a sad and beautiful world, diceva Mark Linkous citando Benigni.


 


In quel barbecue all'albaizin ho finalmente capito cosa intendeva.


E più passa il tempo, in questi ultimi giorni tristi e meravigliosi in cui uno svedese che parte è capace di spingermi a scrivere un post del genere, e più quella frase mi entra dentro.


 


 


Non c'è niente di più bello delle cose belle, quando finiscono.


 


 


 


 


 


Scrivere un post triste parlando di bellezza in uno dei periodi migliori della mia vita è strano. Le parole non escono facilmente, ma va bene così.


 


D'altro canto, stasera abbiamo una finale a cui pensare.

mercoledì 28 giugno 2006

E dopo aver ringraziato la Francia per aver eliminato i chiassosi spagnoli da questo mondiale, tutti a tifare Argentina.


 


Fottuti tedeschi.

Poco fa avevo scritto un post lunghissimo sulla fiesta del agua y del fuego.


 


Il fottuto splinder si è mangiato tutto.


 


Tutto.


 


 


Beh, poco conta in fondo.





Come dicevo e come ho detto più volte a tutti voi, non potrete MAI capire.


 


 


 


Che dire di più...


 


 


Se semo bagnati.


 


 


Ma popo tanto.


 


 


 


E se semo divertiti.


 


 


 


Ma popo tanto.


 


 



 



 



 




 

sabato 17 giugno 2006

Come on, everybody let's rock



 


"Dove sei?"




"Sul pullman, per strada, a circa un'oretta da Granada. Quando posso mi collego. Ci sentiamo dopo"





Quando ho scritto quel messaggio, ero su un pullman, per strada, a circa quaranta minuti dalla stazione Termini. Sabato mattina, ore 11.30 circa. Il mio fine settimana era appena iniziato, anche se sembrava passato un anno da quando ero partito da Granada. L'unico a sapere del mio arrivo, mio fratello, è sceso a prendermi un'oretta dopo per il "mega sorpresone". Ovviamente è andato tutto benissimo. Non credo dimenticherò mai la faccia dei miei fratelli o dei miei genitori o di marco o di bubu o i loro commenti, i loro "tu sei pazzo, ma che diavolo ci fai qui??". Solo per questo sarebbe valsa la pena di montare il grande ambaradan.





 


 



 


 



 


 


 


 


 



 


 




E invece c'è stato dell'altro. Molto altro.




Dopo il saluto con familiari et amici c'è stato il matrimonio di Matteo, il primo matrimonio di uno di noi, eterni ragazzini figli della prima di Sant'Igino, e se ci penso, ancora non mi sembra vero. Ho incontrato persone che non vedevo da due o quattro anni. Mi sono autoinvitato al pranzo di nozze e ho mangiato a scrocco quattro sorbetti al limone che erano la fine del mondo. Ho giocato una partita del nostro storico torneo vincendo e aprendo le marcature (se non ci credi clicca qui, riquadro in basso a destra) con un gol frutto della mia solita goffaggine. Dopo la partita mi sono fiondato all'aereoporto accompagnato dai sempre fedelissimi Marco Surio e Costantino. Pensavo che quel fine settimana incredibile avesse finito di regalarmi emozioni ma mi sbagliavo.




Eccome se mi sbagliavo.




Mentre scendevo dal treno termini-fiumicino è precipitata, non so in che maniera, l'ennesima idea folle e geniale.




"Ma quasi quasi me ne vengo con te"




Costantino, il pazzo.




"Ma sì dai, che ci vuole...compriamo il biglietto adesso e vieni..."




Francesco, che un po' scherza e un po' fa sul serio.




"Io dico sul serio..."



 


"Se lo fai davvero sei il mio eroe"





L'ha fatto.










E' un mito.




Ha fatto una cosa enorme, è partito di punto in bianco portando con sè solo un marsupio e la voglia di vivere un'avventura enorme, e si è regalato, CI ha regalato una settimana da favola, all'insegna del divertimento puro - cose che non vedevo da anni - e non finirò mai di ringraziarlo per il suo coraggio.



I dettagli li rimando ad un futuro ed ipotetico aggiornamento del blog. Ora come ora posso solo dirvi che è stata una figata incredibile ma non credo che potrò mai farvi capire di più.




(perdonate le facce, ma la foto è stata scattata alle ore 5.42 di lunedì scorso, alla stazione di madrid dopo una notte insonne in attesa dell'autobus)