E dopo aver ringraziato la Francia per aver eliminato i chiassosi spagnoli da questo mondiale, tutti a tifare Argentina.
Poco fa avevo scritto un post lunghissimo sulla fiesta del agua y del fuego.
Il fottuto splinder si è mangiato tutto.
Tutto.
Beh, poco conta in fondo.
Come dicevo e come ho detto più volte a tutti voi, non potrete MAI capire.
Che dire di più...
Se semo bagnati.
Ma popo tanto.
E se semo divertiti.
Ma popo tanto.
Come on, everybody let's rock
"Dove sei?"
"Sul pullman, per strada, a circa un'oretta da Granada. Quando posso mi collego. Ci sentiamo dopo"
Quando ho scritto quel messaggio, ero su un pullman, per strada, a circa quaranta minuti dalla stazione Termini. Sabato mattina, ore 11.30 circa. Il mio fine settimana era appena iniziato, anche se sembrava passato un anno da quando ero partito da Granada. L'unico a sapere del mio arrivo, mio fratello, è sceso a prendermi un'oretta dopo per il "mega sorpresone". Ovviamente è andato tutto benissimo. Non credo dimenticherò mai la faccia dei miei fratelli o dei miei genitori o di marco o di bubu o i loro commenti, i loro "tu sei pazzo, ma che diavolo ci fai qui??". Solo per questo sarebbe valsa la pena di montare il grande ambaradan.
E invece c'è stato dell'altro. Molto altro.
Dopo il saluto con familiari et amici c'è stato il matrimonio di Matteo, il primo matrimonio di uno di noi, eterni ragazzini figli della prima di Sant'Igino, e se ci penso, ancora non mi sembra vero. Ho incontrato persone che non vedevo da due o quattro anni. Mi sono autoinvitato al pranzo di nozze e ho mangiato a scrocco quattro sorbetti al limone che erano la fine del mondo. Ho giocato una partita del nostro storico torneo vincendo e aprendo le marcature (se non ci credi clicca qui, riquadro in basso a destra) con un gol frutto della mia solita goffaggine. Dopo la partita mi sono fiondato all'aereoporto accompagnato dai sempre fedelissimi Marco Surio e Costantino. Pensavo che quel fine settimana incredibile avesse finito di regalarmi emozioni ma mi sbagliavo.
Eccome se mi sbagliavo.
Mentre scendevo dal treno termini-fiumicino è precipitata, non so in che maniera, l'ennesima idea folle e geniale.
"Ma quasi quasi me ne vengo con te"
Costantino, il pazzo.
"Ma sì dai, che ci vuole...compriamo il biglietto adesso e vieni..."
Francesco, che un po' scherza e un po' fa sul serio.
"Io dico sul serio..."
"Se lo fai davvero sei il mio eroe"
L'ha fatto.
E' un mito.
Ha fatto una cosa enorme, è partito di punto in bianco portando con sè solo un marsupio e la voglia di vivere un'avventura enorme, e si è regalato, CI ha regalato una settimana da favola, all'insegna del divertimento puro - cose che non vedevo da anni - e non finirò mai di ringraziarlo per il suo coraggio.
I dettagli li rimando ad un futuro ed ipotetico aggiornamento del blog. Ora come ora posso solo dirvi che è stata una figata incredibile ma non credo che potrò mai farvi capire di più.
(perdonate le facce, ma la foto è stata scattata alle ore 5.42 di lunedì scorso, alla stazione di madrid dopo una notte insonne in attesa dell'autobus)
Ore 10.42
11/06/2006
Tranquillamente nella top 3 dei migliori fine settimana di sempre, e ancora non è finita.
Riprendiamo un po' il filo da dove l'avevo lasciato...dalle 13.30 in effetti ho studiato, come avevo scritto - eccezion fatta per un'altra pennichella digestiva tra gli occhi sbigottiti ed increduli dei passanti. Alle 17.30 la prova audio diventa più consistente e dai versi gutturali riportati sopra si passa all'uso di chitarre e batteria.
Poche note per rendermi conto che i Polar sono arrivati.
Mi alzo dalla mia panchina, chiudo il computer e mi dirigo nel backstage, fortunatamente aperto e vigilato da un solo guardiano un po' assenteista. Quando scendono dal palco mi dirigo a passo incerto verso il batterista e mi presento: "Jesus? Sono francesco, il ragazzo italiano che ti ha scritto un po' di e-mail"
Ecco, a dirla tutta mi sarei accontentato anche solo di questo.
Semplicemente stringergli la mano e ripetergli a voce quanto fossi innamorato di quel "A letter
for the star", piccola gemma nascosta nell'oceano (mare) della musica indie.
E invece.
E' contentissimo di conoscermi, mi offre una birra e si inizia a parlare. Di musica.
E anche un po' di vita.
Un'ora e mezza dopo siamo ancora lì al banco, discutendo dei Low che dovevano andare a Benicassim e suonare come ospiti in un loro disco e invece poi non s'è fatto più nulla, fondamentalmente perchè sono degli idioti.
E' ora di sederci un po' e chiacchierare con gli altri elementi della band per un'altra oretta abbondante nella quale mi rimediano un invito per il backstage.
"E' il minimo che possiamo fare per un'italiano venuto da Granada per vederci"
Inizia il festival, ma ad aprirlo sono due gruppi di trash-death-nu-metal che ci risparmiamo tranquillamente per gustarci le leccornie preparate nel camerino dei polar.
Poi, finalmente, arriva il loro momento ma questo evito di descriverlo, semplicemente
perchè le mie parole non saranno mai sufficienti.
Il resto del festival prosegue così, avanti e indietro tra backstage e pubblico, ridendo e scherzando con tutti - elementi della band, staff e gente varia - finchè arriva il momento dei saluti.
Ho un aereo la mattina dopo e devo ancora trovare il modo di arrivare all'aereoporto.
Chiamerò un taxi penso.
Chiamerò un taxi, dico a Jesus, che mi chiede che abbia intenzione di fare.
Ma scusa, ma l'aereo a che ora ce l'hai?
E' la ragazza di Jesus che interviene.
Ehhh, ce l'ho domattina, parte alle 9 e 30.
E' perplessa.
E quindi che fai? Passi tutto quel tempo lì? E dove dormi?
Ehhh...boh...
Ma smettila, vieni a dormire da noi!
O.o
Ma noooo...ma ti pare? Ma non posso accettare..
Ma sì, abbiamo un letto, giusto jesus? C'è quel letto...e domattina ti svegliamo noi, prendi un taxi e vai all'aereoporto!
Ma...ma...
Dai su, andiamo!
Alle 3.00 ero in casa di Jesus, a contemplare la più vasta, completa e incredibile collezione di musica che abbia mai visto.
Alle 3.33 ero seduto sul letto, il computer tra le gambe, esausto e felice.
Alle 7.20 Jesus mi salutava regalandomi un po' di dischi fuori produzione dei Polar e altri due album che ancora non ho avuto modo di ascoltare.
Grazie Jesus. Come ti ho promesso ci rivedremo.
E grazie di tutto, Polar.
Ore 13.20
09/06/2006
Non è stata proprio una passeggiata - anche perchè, in giro per la città questo Mimed Festival 2006 non è pubblicizzato per niente - ma alla fine l'ho trovato. E' anche una cosa abbastanza in grande, a quanto vedo. Ovviamente è tutto chiuso e mentre i tecnici montano transenne e quant'altro, c'è un ragazzo in maglietta azzurra e occhiali fighissimi che si diverte a vedere le loro facce mentre chiede: "scusate, sapete i polar quando arrivano?"
Per il resto, nelle ultime ore ho fatto vita da barbone, vagando per la città e dormendo prima su una panchina (la stessa dalla quale ho fatto il resoconto di cui sopra) e poi direttamente su un prato, dietro le transenne dove stanno facendo in questo momento la prova microfoni
"Ah ah ah ah, eh eh eh eh...sì sì...ah ah eh eh ehola ya eyà...ehola ehola sì...ye"
Mi sono pure preso due paninozzi da Mercadona (ma uno lo lascio per la cena...o almeno per merenda) insomma, non posso proprio volere nulla di meglio dalla vita.
I tecnici mi guardano sempre peggio...mò che starà a fa quel cretino col computer??
Mmm...forse è meglio studiare un po', visto che ho tempo...
(ehhh ehhh....eehhhyà...ohohoh...)